“I seen a shooting star tonight
and I thought of you…”

In un seminterrato a San Francisco
c’è una donna di cui mi continua a giungere voce,
che sostiene di aver vissuto per gli ultimi vent’anni
con Bob Dylan, e che ne vuole scrivere un libro.
Il che per lui potrebbe essere una gran sorpresa – ehi senti,
mi stai prendendo per il culo. Ma lei vende foulard
nel negozio di North Beach, e a sentir lei
Dylan è cambiato – un sacco –
pesante adesso, ma gentile, anche se un po’
matto, dentro e fuori dagli ospedali, non sembra
più lui. Ciò nonostante, dovunque vada
le spedisce poesie d’amore nel solito
stile anni ’60, e per lei è un onore mostrarle a chi capita.
Una cucina sonnolenta all’alba, la donna si avvicina
al bollitore, pigiama sbottonato fino in vita,
un uomo-gufo, sbronzo, indolente, le si trascina dietro.
Il glamour dei rovinati, ma quanto più
gratificante per lei non essersi inventata tutta
quella farraggine fumosa per solitudine, follia, o
per soldi, e stamattina svegliarsi accanto a uno
che ti persuade di aver inciso “Shooting Star” solo per te.

(pubblicata sul numero 68 di Nuovi Argomenti, traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan)