Che sia gatta o cagna o donna non cambia
che maledica la pioggia o la implori
che sotto la pioggia pianga
non parleranno le nostre anime imprigionate
nelle cave della terra, immobilizzate
con una notizia sulla bocca
o un’espressione sconosciuta.
Non hanno voce i corpi senza una protesta
che attenta osservi e dica
che non è vano l’amore ma recidivo
capace di attraversare una nuvola di fumo
o di resistere a vecchie placche
come macchie di bosco nero
in cui riconosce un sentiero, un punto di luce.
(da Arcipelago Itaca, Quinta apparizione)