“RITRATTI DI POESIA.SI STAMPI – ANNA TOSCANO” QUINTA EDIZIONE

Roma, 10 aprile 2026

“Dissenso” esprime il doppio sentire di una mente che registra con lucidità razionale i fallimenti di un corpo che oppone alla coscienza sue “razos” alternative di deragliamento. Una poesia del referto e della confessione, ma asciutta, non retorica, non sentimentale, senza una lacrima. Lo stile si adegua, con un verso lungo che sembra uniformarsi a un passo personale di sintassi, anziché il contrario come spesso accade. Andamento sintattico che a sua volta reca traccia di una ritmica poetica della tradizione che chi scrive ben maneggia.
Poesie di lunghe volute di pensiero attorno alla perdita di controllo (i riferimenti sparsi ai cibi portano all’area tematica dei disturbi alimentari) descritti con il distacco di un’analista più che del paziente. L’ironia è lo strumento che permette questa salvifica dissociazione tra la “lingua” del palato e la “lingua” del vocabolario. Il senso di progressione è doppio (dissenso): tanto si cade, tanto regge la forma poetica di forte impronta descrittiva e realistica. Si punta a un grado zero per non schermarsi di finzione. Si rischia anche con questo di avvicinarsi troppo al dato di realtà, ma almeno si evita l’inautenticità del narcisismo.
Togliendo quanto più possibile i registri del “poetese”, la struttura della frase che guida la prosodia è l’appiglio, il segnale visibile. Un io dentro un paesaggio anch’esso vuoto, piatto, incolore e senza speranza. Saper sostare presso una disperazione così calma e poi scrivere è il punto da cui ogni poeta può proseguire il suo viaggio.

La giuria
Matteo Bianchi, Mario De Santis, Caterina Verbaro