Quanto a noi ci mettevano qui,
(fonte di paura)
in scantinati,
abitati da pietruzze colorate
da nugoli di sartiame asserpentinato e lasco
da lamie ricoperte d’una densa peluria di pulcredine,
impossibile fuire.
Ci gettavano sul cumulo preistorico
di conchiglie
biglie
(fonte di paura)
palline d’agata
ambra
schegge di punte di freccia
ossa iliache e crani trapanati
arenarie,
e su tutto questo
una rapita remigante d’albatro per stendardo,
impossibile fuire.
Per tenerci in camicette di forza
in lettini di contenzione
in pollicini angolini
(fonte di paura)
appariva, talvolta, una ninfa, bellissima,
una antilopa –
leggerissima nella corsa
origine di giostrai –
noi le facevamo muro intorno
affinché il suo zigano dispiegarsi di piviera
deputato al dilemma restare/partire
almeno nella mente ci accettasse,
impossibile fuire.
Ci travestivano di morti mestieri
ci fingevano calderai, carradori, marangoni, selciatori,
ci trasformavano con le parole,
(fonte di paura)
ci davano facoltà
con armi inadeguate
di far vincere finalmente gli indiani,
dell’animale l’arcaica dignità
Poi oppure durante



