Un’altra ora e ce ne sono state,
ce ne saranno ancora, forse meno
di prima, contenute nelle case,
costrette nelle cose, e forse troppe
ne restano, di ore da riempire,
di ore già passate,
non aggregate, pezzi di giornate
a farne uno, un giorno per intero,
almeno uno, un giorno che sia vero:
ci basterebbe, credo, nel frastuono
iniquo d’ore, un giorno solamente.
È questo il nostro tempo?
È questo e non è nostro,
se scorre in acquitrini
e noi scorriamo a tratti insieme a lui
da soli e se ci ritroviamo è troppo,
davvero troppo poco, morti e vivi,
– ma tu non farci caso, ma tu scrivi
(da Addio mio Novecento, Einaudi, 2014)