Ore 09,20. Un lupo mannaro o forse Kappler
Tutto il giorno aveva camminato sul ciglio
[della strada
contava i passi e li classificava
e poi passava agli organi, alle carni la lingua lastricata e le sue selci
intrise del sudore del non dire
Aveva infilato le mani chiuse a pugno nelle tasche ed
era risalito sin dentro alla campagna
Fatto inventario dei pali dei filari
piantati come croci, sporcato la punta delle scarpe nello stabbio
Ore ed ore si era soffermato,
intere ere geologiche e crisi di governo
prima di vedere quella farfalla posarsi
sulla rete metallica del suicida
Senza dote di stelle lo raggiunse brusca la notte
gli aprì la bocca come a prender fiato.
Vide l’esatto diametro del cuore umano e
pensò che fosse proprio una bella
giornata per ricominciare, per un attacco aereo negli
occhi ancora il rapinoso schianto di quando quel
ponte se n’era sparito ghiotto.
(da Metro C, Manni Editori, 2013 e testo presente anche nel XII Quaderno italiano di Poesia contemporanea , Marcos y Marcos, 2015)