Ci si addormenta afferrando il primo sogno che passa in
bolle di sapone che ogni sosta minaccia fra i ritornelli
familiari delle ganasce ch’essi raschiano
con la tosse di un vecchio eroinomane incapace di
smettere
abbiamo sempre troppe cose da farci rimproverare
anche quando non siamo degli assassini
per attraversare senza intoppi le pianure del silenzio
che questi instancabili Babeli
di ferraglia torturano del segnale sussurrando dei
subdoli serpenti
al morso rumoroso che non previene
smantelliamo laceriamo separiamo deviamo
le membra che restano saldate vincono un rischioso
prolungamento del tempo
mentre russiamo o
soffochiamo che i freschi profumi della vigilia sono
raggiunti dalla pesantezza
dei corpi sudati dai fiati aleatori dell’umanità che dorme
e finisce sempre
che lei lo voglia o no
per farsi svegliare e per pagare il prezzo del suo sogno
(da Antologia del Premio Ostana, 5^ ed., 2013, traduzione di Peyre Anghilante)