A chi domandare? E cosa?
In quest’attesa che fa scudo all’aldilà
mentre brama uno spiraglio,
come le ore lunghe dell’inverno
quando di sera lottano luci basse e vento
nelle strade deserte della città.
Un silenzio pesa nelle parole, una presenza
misura recidiva i nostri passi.
Siamo scrittura da decifrare
tra la pietra e le stelle,
conosciamo noi stessi
solo fino a metà della prova,
da dove il destino è inciso
con un nome di figlio sull’acqua.