Una piccola stanza da prendere in affitto
nell’era dei consumi
o una grande tomba da prendere in sepoltura
nell’era del caos.
Questa è la mia cella, Amore.
Un cubo di due metri per lato,
un isolante per terra,
un pitale
e due coperte.
Questo è il giaciglio, Amore.
Ti amo
e per la prima volta oso dire:
“Sono il re dell’eleganza”.
L’isolante è soltanto davanti alla porta
in un angolo sta il piatto
nell’altro il pitale
io sull’isolante
e tu vicino a me
e dormi
così dormo anch’io.
(da Sezione interrogatori, marzo 1982, trad. Elena Chiti)