Per voi uomini d’Europa che vi arrangiate ogni giorno,
per voi donne dell’Est che lavate per terra o accompagnate
a prendere aria i vecchi dell’Occidente,
per voi immigrati che dormite sulle panchine e vi svegliate
con un’immensa nostalgia,
per voi barboni che non volete padroni
e vivete in pace con l’universo,
per voi prostitute che offrite il vostro sesso a negri, bianchi,
gialli, fino al sangue,
per voi ciechi che siete abbandonati al buio più profondo
ed eterno,
per voi malati e disoccupati, come solidarietà e misericordia,
per voi missionari che portate consolazione ai deboli
prima di morire,
per voi contadini che fate pascolare il gregge e arate
i campi da nord a sud,
per voi folli che c’insegnate gratis la follia,
per voi che siete soli e fuggite come me
scrivo questi versi in italiano
e mi tormento in albanese.
(da Poesie scelte 1990 – 2007, Edizioni Controluce, 2008)