Maria Grazia Calandrone
TU DOLORE CHE SEI TORNATO AMORE (estratto)

Il ragazzo sbucciava le albicocche nel caldo del camino.
Qualcosa nella forma della testa mostrava che le sue vertebre erano state
incluse e allineate pensando al volo

e al profumo di mandria nelle corde
che lo trattengono
in tutti i punti di calma del corpo: il suo corpo – stelo e catino
di calore – era pronto
a reagire, ma si trovava costretto da una promessa e splendeva
dai fondamenti per la intensità del desiderio.
O anime che andate per il camino
sole come velieri, eravamo ricchi perché non avevamo
che questo, eravamo incisi
dalla bellezza. Noi potevamo
testimoniare. O amore che cammini sulle ombre, amore
che calpesti e t’innalzi
e riveli
con il viburno e il fiore di sant’Anna
forme sferiche
abrase, fai che io torni una qualunque luce
sulla sabbia gloriosa del suo petto, fai
che m’incanti – io corpo
immortale come chi ha consumato ogni rimpianto
per ritornare lauda.

da Sulla bocca di tutti, Crocetti, 2010

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