La stanza si fa viola con la radio
le doghe ci segnano posture
ci facciamo curve piccole fino
al quadro ovale, la foto, le credenze si allargano
la carta prende il muro da vent’anni.
Tu coltivavi piante fino al ramo
perché croci di legno chiuderanno la casa
il controsoffitto si farà vero
e il legno ovunque vorrà l’albero
ne portiamo già un ricordo nella spina
o nell’anca fusa mentre senza te o me
l’anello coincide nell’anello come non fossero nostri – combaciano dentro il tavolo e
il leccio d’ombra rende i chiodi da giorni – come vincono i materiali su di noi
questo farsi di materiali sulla carne fino a vincerla
un forasacco trova il cervello del cane
qualcosa ricorda l’eterno e preme.