Nella prossima vita
avremo una casa: io e te.
Un orto, un giardino.
(Il fico nero, l’acero rosso.)
Mani nella terra, sul nostro
corpo. Dentro sarà il fuoco
di legna, il legno su cui
camminiamo. Bianco
ma non di smalto.
Nella vita che viene
avremo un bambino
ispido e nero
selvatico, ardente.
Non avremo paura.
Lasceremo la fine
agli altri. Inizieremo.
DI PENNA IN PENNA quarta parte
Incontro con Nadia Alba Agustoni con Maria Grazia Calandrone, Paola Loreto con Anna Toscano, Irene Santori con Fabrizio Fantoni



