2017
DI PENNA IN PENNA

Rossella Tempesta

Ho visto un albero immenso
il padre di tutti gli alberi
ho pensato: ecco mio padre.
Ma mio padre è un esile faggio
il suo seme caduto a caso, lontano dal filare
cresciuto sfasato, stranito dai venti.
Una volta vi facevano il nido gli uccelli giovani
poi sono volati troppo presto
gelati dalla sua silenziosa solitudine.
L’albero grande forse era il padre anche di mio padre
e aveva perso lontano questo figlio strano
cresciuto lungo e sottile/ muto.
Avrei voluto che l’albero padre ci adottasse entrambi
me e mio padre
ci riabbracciasse nella sua corteccia di sughero.
Fino a riassorbirci nel tronco
a non darci più scampo
a riunirci per sempre.