Vado sul lato della casa che dà
sulla montagna a tagliare arbusti
per liberare la vista sulla neve
della vetta. Ma appena alzo gli occhi,
con la sega già pronta, vedo un nido
aggrappato ai rami più alti.
Quello non lo taglio.
E non taglio neanche gli altri.
D’un tratto, su ogni albero,
un nido invisibile
al posto della
vetta.
 
a Drago Stambuk

(da Viole Nere, poesie e racconti scelti, Einaudi, 2014, traduzione di Riccardo Duranti)