Primo manoscritto classificato Dissenso, autrice Beatrice Magoga
Anch’io ho imparato la dissoluzione di sé nel cuore vischioso
della nebbia, quando sale dai cadaveri di cemento e vermi e si distende
con le sue dita tra i caseggiati, tra una sbarra
e un’altra delle ringhiere in ghisa, nelle siepi a muro,
fra i rami, nelle cavità dei corpi infradiciati che la attraversano.
Allora ti chiedi, abbastanza perplessa, ma con la giusta
curiosità di capire, se questa marcescenza nell’umido sia la sola
indole di tutto ciò che è al mondo o se non sia
l’allucinazione che la mente spaccia
per realtà e per tua stessa natura.
Secondo manoscritto classificato I giganti nei buchi, autrice Eleonora Negrisoli
La solitudine si apre come voragine
a spaccare il petto, puzza di fumo
e di rancido, di vecchio malmesso,
ma io sogno mani alzate al cielo –
una margherita per ciascun dito.
Terzo manoscritto classificato un quarto d’ora dalla costa, autore Lorenzo Rossi
tutto ciò che ho guardato parla di distanza
sul bordo del letto per rimandare i danni
non esistono posti adatti per implorare
si fugge nell’odore del pane nelle domeniche
si sottrae a noi ogni pretesa di capire
il corpo ha forma come dolore pulsante
l’esattezza che offre non è un fattore reale
il suo remare avverso
l’attesa del fondale





