È una mente corrosa e stanca. Sogna processi sommari,
ha collocato ordigni come fiaccole, per guardarle dall’alto
e immaginare una violenza nuova e giusta.
Tiene i cani alla fame per prepararli al peggio,
lucida la canna del mitra, prova per tutto questo una specie
di allegria elementare. Aspetta lo schianto, il boato.
Un tempo era un fuggiasco, ora è un boia, ora ha capovolto il mondo.
Gli altri ballano come bestie in un tempo morto
di elefanti e schegge e bombe.
Hanno dimenticato tutto, ridono come idioti.
Emanuele Franceschetti
inedita


